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Simone Cera e il suo skateboard

Un pezzo di legno, quattro rotelle…e via!
Lo skateboard è apparentemente un oggetto semplice, ma come si impara a gestirne la velocità? Stare in equilibrio su una tavola da skate non è evidente, figuriamoci compiere delle evoluzioni.
Ma c’è chi ce la fa, c’è chi ne fa uno stile di vita, e senza quell’oggetto all’apparenza così innocuo, non potrebbe proprio stare!
Simone Cera, giovane luganese e da settembre 2013 collaboratore del Dicastero Sport, ne sa qualcosa…

Simone, da settembre collabori con il Dicastero Sport…come ti trovi in un ufficio che “parla di sport” da mattina a sera?Onestamente mi trovo benissimo perché posso essere in contatto ogni giorno con il mondo che più mi appassiona, ossia quello dello Sport.
L’ambiente è fantastico, e questo non può che motivarmi ulteriormente.
Ad essere sincero è un po’ frustrante stare seduto ad un computer tutto il giorno, ma se non fosse così, non sentirei la necessita di sfogarmi per tre o quattro ore di fila allo Skatepark!

Da diversi anni ti cimenti con lo skateboard: come nasce questa tua passione molto street?
Dunque, da spiegare non è così semplice… diciamo solo che con uno stile di vita così caotico e frenetico come quello che si vive oggi, sentivo il bisogno di evadere, e come ogni altro sport estremo, lo skateboard riesce a farti scaricare completamente con delle forti dosi di adrenalina.
Siamo io e la mia tavola, tutto il resto non conta.

Chi è la skater al quale fai riferimento e perché?
Martino Cattaneo (Lugano) perché vederlo in azione è un piacere, sia in bowl che in street, e più lo vedi e più ti viene voglia di provarci anche tu; basta vederlo per appassionarti subito a questo sport.

Un po’ di storia: dove nasce lo skate? In che anni? Dove?
Nasce in California, più o meno negli anni ‘50; dava la possibilità ai surfisti di “surfare” anche sulle strade.
Nella nostra realtà luganese, è apparso dopo una trentina d’anni, conseguendo un vero e proprio boom in questo ultimo decennio.

Da qualche tempo sei anche seguito da uno sponsor…ci racconti questa nuova avventura?
Diciamo che sono molto contento di come si sono messe ultimamente le cose…prima che andassi a militare per 10 mesi, posso dire che ero ai miei massimi livelli, infatti ho partecipato anche al Vans of the Bowl a Sarnen (LU), gara di livello nazionale.
Poi, durante il servizio militare, avevo perso un po’ lo stile e la creatività, ma ora grazie al supporto di “The joker shop” (maggior supporter luganese di giovani), sono riuscito a ritrovare quella passione e quella grinta che avevo un po’ perso…

I tuoi prossimi impegni sulla tavola quali sono?
Essendo uno sport molto “street”, di impegni veramente fissi non ce ne sono mai, ma ci sono in cantiere un paio di video.

Mentre professionalmente parlando, in che direzione vai?
Una volta completato lo stage, ho intenzione di iscrivermi alla SUPSI per seguire la facoltà di economia aziendale.
Ho intenzione di completare il Bachelor per poi poter avere la possibilità di conseguire, magari anche oltre Gottardo, il Master.
Per il momento non ho ancora pianificato tutto, ma in generale, la mia intenzione è quella di laurearmi in economia e fare un’esperienza di almeno sei mesi in Svizzera interna o all’estero; la motivazione e la tenacia non mancano!

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