People

Vanni Merzari e i 4'000 della Stralugano

Vanni Merzari organizzatore della Stralugano, che ha registrato un successo record quest’anno, 4'400 partecipanti, complice il meteo favorevole. Ve lo aspettavate?
La sorpresa è stata relativa perché fin dall’inizio abbiamo visto che sono state tante le iscrizioni e abbiamo capito che ci sarebbe stato un aumento rispetto allo scorso anno. Ricordo che, nel 2013 le iscrizioni erano 3'795  ma abbiamo perso 3'250 podisti a causa del maltempo.
Quest’anno abbiamo avuto un andamento sempre positivo delle registrazioni, con un +20% e un ulteriore sorpresa degli ultimi giorni quando, tantissimi atleti, vedendo il bel tempo, si sono iscritti e siamo arrivati a quota 4'400 iscritti totali.
A livello di partecipazione, quindi, siamo passati da 3’200 a 4'400: 1’200 partecipanti in più ed è stato un urto fortissimo a livello organizzativo perché era davvero inaspettato.
 
Giunta ormai alla nona edizione, la Stralugano è diventato un evento internazionale. A cosa è legato questo successo?
Ho sempre sostenuto che, quando si fa un evento bisogna andare a cercare le persone dove ci sono, e quindi noi abbiamo cercato i podisti in Italia, in Svizzera interna e in Ticino. Questi  sono i tre bacini in cui cerchiamo di convincere la gente a venire a correre.
È vero che i podisti sono aumentati moltissimo, la prima edizione contava circa 650 iscritti di cui 320 ticinesi e, i ticinesi, sono passati da 320 a più di 2'200 in sette anni. Significa che la gente si è messa a correre. Lo ha fatto perché c’era la Stralugano o perché si è capito che fa bene alla salute? Non lo sappiamo, ma senza gloriarci troppo, pensiamo che qualche merito lo abbiamo avuto.
 
Quanto lavoro c’è dietro ad un evento così grande?
Ci sono diversi aspetti che caratterizzano il lavoro per un evento simile. Il primo aspetto è che bisogna avere un comitato che funzioni e noi, per fortuna, abbiamo delle persone che lavorano con una certa esperienza e danno tutto quello che hanno per la Stralugano. Certi settori iniziano a lavorare subito dopo la fine dell’edizione, tra cui coloro che si occupano di comunicazione e promozione, mentre gli altri entrano in gioco solo quando si avvicina la data della Stralugano. Il nostro comitato direttivo è composto da 12 persone, mentre il comitato allargato arriva a 30-35 persone. Poi ci sono i volontari che si aggregano in occasione dell’evento. Siamo entrati a far parte di Swiis Olympic Volunteers, piattaforma a livello nazionale che cerca volontari in tutta la Svizzera per le manifestazioni sportive, inoltre facciamo capo agli scout per i rifornimenti, ad altre società che ci aiutano sempre in questo campo e per la sicurezza ci affidiamo ai militi della Protezione Civile e agli agenti di sicurezza che veicolano il traffico.
 
Alla gara popolare si è vista la grande partecipazione della gente. Quanto era presente lo spirito di competizione e quanto ha prevalso la voglia di esserci, per condividere un momento sportivo insieme?
In tutte le gare popolari sia di podismo che di ciclismo troverà sempre un gruppo iniziale di atleti che vuole vincere e poi c’è il resto del mondo che vuole partecipare perché ha il piacere di trovarsi in una manifestazione senza ambizioni di vittoria. La maggioranza delle persone si diverte a partecipare alla manifestazione, con un pettorale, con un numero e di conseguenza si dà un  obiettivo, si allena per una sorta di sfida con sè stessi, e questo un po’ il segreto del successo di questa manifestazione.
Oggi come oggi il turismo del podista è diventato molto importante. Ci sono tantissimi corridori che vengono a Lugano perché vogliono visitare la città e colgono l’occasione di partecipare alla gara per venire qui. Quest’anno, già nei giorni precedenti alla gara, era pieno di turisti che venivano dall’Italia e dalla Svizzera tedesca per prepararsi alla gara. Sabato, per esempio, abbiamo notato a Lugano un gran numero di persone che venivano da fuori e che sgambettavano per una specie di riscaldamento pregara, quindi gli hotel erano pieni e i ristoranti pure.
 
Avete un feedback di quello che avete mosso con questo evento in termini di riscontro economico per la Città?
 
Purtroppo no, noi non abbiamo i mezzi per misurare l’introito economico generato dall’evento, forse Lugano Turismo o il Dicastero Turismo potrebbero recuperare questi numeri. Quello che so è che, sabato sera, non si trovava posto in centro a Lugano per mangiare qualcosa e le maglie dei presenti erano tutte di podisti, poi con la Fluorun quelli che c’erano si vedevano proprio bene!
 
 
Aspetti da migliorare secondo lei?
C’è un punto sul quale non riusciamo ancora ad ottenere un buon successo ed è la partecipazione del pubblico. Lugano centro era piena di gente ma sul percorso della 30km e nei paesi attraversati dalla gara mancava la gente che  partecipava e faceva il tifo e questo è uno degli obiettivi che ci siamo fissati per il 2015: trovare il modo di coinvolgere di più queste persone. Il Ticino è un po’ refrattario a partecipare a questi eventi popolari. In altri paesi la partecipazione è notevolissima. Coinvolgere la gente non è sempre facile, ormai siamo abituati a farci i fatti nostri la domenica, bisognerebbe riuscire a fare in modo che la gente sappia che quel giorno c’è la Stralugano e che sarebbe bello avere le persone presenti. Forse mancano i grandi atleti che attirano il pubblico, ma  arriveremo anche a quello.
 
Progetti per la prossima edizione?
Pensando a quello che potrebbe succedere l’anno prossimo quando, a fine settembre, ci sarà la decima edizione della Stralugano e nel contempo il periodo di inaugurazione del LAC sarebbe bellissimo approfittare di questa offerta meravigliosa. Ci siamo posti come obiettivo di trovarci al più presto con la Città per valutare il da farsi. So che sono già stati dei contatti con il direttore Gagnon il quale sarebbe entusiasta di abbinare cultura e sport.
 
Avremo Gagnon che corre alla Stralugano?
 

Questa potrebbe essere una  buona idea! 

Galleria+