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Guido Domeniconi, colonna portante dello Stadio di Cornaredo

Presentati…

Ho 62 anni, abito a Bedano, ho due figli Mirko e Mauro, la moglie Adele e tre nipotini: due femmine, Lisa e Aline e il maschietto Samuele

Da quanti anni lavori allo stadio?

L’anno prossimo, sono 38 primavere che lavoro allo Stadio quindi praticamente… una vita!

Quali sono i tuoi compiti?

Sono economo del Dicastero Sport, mi occupo di oggettistica e pulizia uffici

Come funzionava ai tempi il Dicastero Sport?

Il Dicastero Sport è nato alla fine degli anni ‘70, quando ho iniziato però non si chiamava così ma bensì Ufficio Sport e Igiene.

Oltre alle strutture sportive, manifestazioni, ecc. si gestiva il Cimitero e la disinfezione: per quanto riguardava lo sport eravamo in 4 o 5 non mi ricordo esattamente, il Direttore ai tempi era Sandro Rovelli che inizialmente non aveva l’ufficio qui allo Stadio ma presso la Cancelleria in Municipio.  

Dal lato tecnico, quindi il settore per il quale lavorate, qual è la cosa che più è cambiata negli anni? Sono tutti cambiamenti positivi?

Negli anni sono cambiate tantissime cose: quando ho iniziato nel '78 la manutenzione dei campi si faceva a mano, i macchinari c’erano solo per tagliare l’erba, per il resto si usavano le braccia. In generale ritengo siano tutti cambiamenti positivi: gli operari si sono alleggeriti a livello fisico e i campi sono decisamente più curati (le macchine aiutano…)

Sono cambiate le mansioni durante gli anni?

Negli anni, più o meno sono sempre state le stesse: dal 2001 non sono più sui campi (specialmente il campo principale, tribune, spalti,…), ora invece sono più all’interno e mi occupo di altro come detto prima…

Chi è la persona alla quale più ti sei affezionato negli anni?

Se dovessi essere sincero sono principalmente due: Franco Cairoli che era il capo centro e Edo Cattella che era il capo squadra. Ormai sono entrambi in pensione… All’epoca dell’altro ufficio (Dicastero Sport e igiene) il primo era il responsabile della disinfezione poi dal 1984 ha iniziato a lavorare a tempo pieno per lo stadio, mentre il secondo ha preso sin da subito il compito di capo squadra…

Qual è il più bel ricordo che hai dello stadio? E il più brutto?

Il ricordo più bello in assoluto è la visita del Santo Padre (Papa Giovanni Paolo II) che ho avuto l’onore di salutare personalmente (forse sono stato l’unico degli operai): è arrivato qua nell’1984. Le cose sono cominciate 6 mesi prima della visita, con tutta l’organizzazione, sicurezza, lavori sul campo, hanno piazzato l’altare,… e rigorosamente per entrare allo Stadio ci voleva il lascia passare. Mi ricordo che noi come operai avevamo il tesserino con tanto di fotografia soprattutto per questioni di sicurezza.

Nel 1991 poi c’è stata la Festa Federale di Musica: anche in questo caso ho avuto l’onore con il mio collega Poretti (ora in pensione) di aprire il corteo di tutte le bande all’entrata dello stadio, è stata una gran festa! Per la cerimonia di chiusura c’erano due rampe agli opposti del campo (una a nord e una a sud), io ero da una parte lui dall’altra: ci si incontrava a metà e si continuava la sfilata tutti (è stato un bel lavoro di coordinazione!)

Ci sono stati però tanti altri eventi importanti, uno che mi ricordo in particolare è il mondiale di ciclismo del 1996, dieci giorni di emozioni e intenso lavoro. Avevamo infatti da organizzare (oltre a tutto il resto) anche la zona del traguardo.

Il ricordo più brutto invece riguarda un episodio piuttosto sgradevole. Anni fa, durante il torneo del Rapid, l’ultima partita era programmata per le 14.30, e alle 16.30 lo stadio doveva essere chiuso, quindi tutto doveva essere in ordine, cancelli chiusi, ecc. Purtroppo un signore ha ben pensato di sputarmi addosso perché voleva passare ma lo stadio era chiuso, per me è stata una grande umiliazione, soprattutto pensando all’impegno che ci ho sempre messo nel mio lavoro.

Un altro episodio ancora più spiacevole è successo in un momento di pausa caffé: un tizio si è presentato con un fucile d’assalto carico minacciandoci… sinceramente però non mi ricordo il motivo di questo suo gesto, so solo che ho avuto una gran paura.

Se dovessi paragonare lo stadio ad un oggetto, a cosa lo paragoneresti?

Se dovessi fare questo tipo di paragone, lo assocerei ad una casa: per me lo stadio è la mia seconda casa.

Inizio a lavorare tutti i giorni alle 6.00, quindi sono quasi sempre il primo che lo vede ogni mattino, per poi lavorare fino a mezzogiorno: molto spesso però mi capita di passare a controllare se è tutto a posto, se non ci sono problemi, se tutti i cancelli sono chiusi, ecc. Insomma, me ne occupo come se fosse casa mia.

Come ti immagini lo stadio fra 30 anni?

Me lo immagino in primis ristrutturato,  pieno di tifosi e sportivi di vario tipo.

Qual è il tuo sogno nel cassetto?

Il mio sogno è vedere l’FC Lugano in Super League per almeno qualche anno, quindi speriamo che possa realizzarsi al più presto!