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Gianfranco Salvati

Gianfranco Salvati, allenatore della Pallanuoto Lugano
 
 
Gianfranco, facciamo il punto della situazione. Come sta andando la stagione e a che punto siete rispetto agli obiettivi che vi siete prefissati ad inizio anno?
 
La stagione è appena iniziata e ci ritroviamo primi in classifica, ma con due partite in più rispetto al Kreuzlingen, squadra campione in carica e favorita anche per questo campionato. Il nostro obiettivo resta quello di lottare per arrivare alla finale e quindi alla vittoria, pur consapevoli di affrontare squadre con lo stesso obiettivo, come l’Horgen, che quest’anno festeggia i 100 anni della nascita del club e quindi è una squadra molto motivata alla vittoria finale.
 
Lo scorso weekend è stato caratterizzato dalla sfida contro Aegeri e Horgen. Com’è andata?
 
Lo scorso week end abbiamo affrontato Aegeri ed Horgen e abbiamo vinto, ma sappiamo che questo è solo l’inizio del campionato e, aldilà della buona prestazione della squadra, non dobbiamo  pensare che il cammino sia facile per arrivare fino in fondo. Basti vedere quanto sia stato difficile  quest’inizio di campionato per tutte le squadre candidate al titolo.
 
Alleni i ragazzi della pallanuoto Lugano dal 2004. Come è cambiata la squadra da quando sei arrivato tu?  Quali sono gli aspetti del tuo team che sono migliorati e quelli su cui senti che serve ancora lavorare?
 
La pallanuoto a Lugano ha una grande tradizione ed io, la società ed i ragazzi, non abbiamo fatto altro che continuare a lavorare per mantenere il club ai vertici del campionato nazionale. Nella pallanuoto, come nello sport in generale, c’è sempre da migliorare e guai a credere che una vittoria risolva tutto. La differenza sta nella motivazione. Nello sport chi ne è motivato raggiunge grande obiettivi e quando li ha raggiunti è pronto a ripartire per raggiungerne altri. Questo è quello che devo trasmettere ai miei giocatori.
 
 
Una riflessione, se ti va, sul mondo professionistico della pallanuoto rispetto ad altri sport più seguiti come l’hockey o il calcio. I tuoi giocatori trovano difficoltà a mantenersi giocando a pallanuoto, servirebbero più sponsor?
 
Parto dalla fine della domanda. In questo momento delicato finanziariamente a chi non farebbe comodo avere uno sponsor in più? Ma dobbiamo essere felici di ciò che abbiamo. Usufruire del magnifico impianto del Lido, per qualche ora al giorno, per fare gli allenamenti è un privilegio. Paragonare il nostro sport a calcio e hockey sarebbe un errore. La visibilità di queste discipline sui mass media non è la nostra. Il professionismo in uno sport minore come il nostro, fortunatamente, non esiste. Dico fortunatamente, perché sarebbe sbagliato creare false illusioni a chi si avvicina alla pallanuoto. Preferisco avere bravi atleti i quali, una volta terminata l’attività agonistica, siano persone affermate nella vita e non grandi campioni che, quando tutto è finito, diventano casi sociali. Sarebbe triste e ingiusto che, coloro i quali intraprendono un’attività sportiva da giovani,  non capissero l’importanza di coltivare lo sport ma, contemporaneamente, di seguire un percorso formativo per il proprio futuro.
 
Una scommessa per i lettori della newsletter Sportivo: lo vincete il campionato? Se vincete il direttore del dicastero Sport  si sottopone al lancio in piscina vestito, altrimenti se perdete toccherà a te il “tuffo”!!! Accetti?
 
Accetto volentieri la scommessa!

  

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