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Elio Calcagni e i 125 anni del Velo Club Lugano

Abbiamo incontrato Elio Calcagni, Presidente del Comitato di tappa a Lugano per il Giro d’Italia 2015 e Vicepresidente del Velo Club Lugano.
 
Sig. Calcagni, il 2015 si annuncia come un anno davvero importante per il ciclismo e per il Velo Club Lugano?
Sì, per il Velo Club Lugano il 2015 sarà un anno speciale poiché festeggeremo i 125 anni dalla fondazione. Per questo abbiamo voluto organizzare qualcosa di particolare come la tappa del Gito d’Italia, per  offrire ai nostri soci e agli amanti della bicicletta in generale un bel momento di sport da condividere e da ricordare.
 
Un’impresa non da poco ospitare una tappa del Giro d’Italia che, per dare alcuni riferimenti, è seguito da un‘audience di milioni di spettatori, centinaia di atleti provenienti da tutto il mondo e uno staff tecnico che supera il migliaio di persone.
Sì, sarà impegnativo ma sono certo che l’evento riuscirà bene ed entusiasmerà tutti.
Abbiamo contattato il gruppo RCS quasi un anno e mezzo fa per chiedere di ospitare una tappa del Giro e dopo un paio di appuntamenti a Milano è arrivata la conferma ufficiale a fine luglio.
 
Come vi state preparando per organizzare al meglio il lavoro?
Abbiamo formato un efficiente comitato di tappa e abbiamo trovato la piena collaborazione sia da parte della Città sia da parte del Dicastero Sport. Nel comitato siamo 4/5 persone che si occupano dell’organizzazione di eventi.
Il V.C.L. non è solo organizzazione di gare ma  ha nella sua attività principale la
promozione dello sport della bicicletta, il reclutamento e l’avviamento dei giovani  al ciclismo. Attualmente abbiamo 30 ragazzi iscritti, 25 dei quali in età sotto i 15 anni mentre 5 hanno un’età compresa tra i 18 e i 19 anni. Questi ultimi  hanno un’attività molto importante e si confrontano in gare nazionali ed internazionali.
 
Da quanti anni è socio del Velo Club? Ha cominciato anche lei come atleta?
Sì, faccio parte del Velo Club Lugano praticamente da sempre. Ho cominciato a correre in bici a 12 anni ed ho smesso a 25 anni. Poi sono stato direttore sportivo e ricopro il ruolo di Vicepresidente ormai da vent’anni mentre il Presidente è Andrea Prati.
 
Avete altri eventi in programma per festeggiare il 125° anniversario del Velo Club?
Sì, nel 2015 organizzeremo anche Il Gran Premio Città di Lugano con data fissata per il 1 marzo. Quest’anno il Gran Premio salirà alla Hors Catégorie, per intenderci, una categoria inferiore rispetto alle grandi classiche del ciclismo come la Milano-Sanremo o il Giro delle Fiandre. Infine, il 13 settembre 2015, organizzeremo  una serie di gare a livello nazionale nel Malcantone e più precisamente tra Sessa e Monteggio per tutte le categorie giovanili fino agli U 19.
 
Com’è la situazione del ciclismo in Ticino? I giovani lo praticano?
Il ciclismo, da noi, è molto seguito. Purtroppo ci sono pochi giovani che lo praticano a livello agonistico e questo succede sia perché è uno sport faticoso sia perché, a differenza di altri sport, non è uno sport di squadra ma è una disciplina individuale che richiede un grande sforzo fisico e un allenamento costante. Molti ragazzi, infatti, abbandonano la disciplina proprio perché all’inizio la prendono come un gioco e solo in un secondo momento si accorgono che si tratta invce di uno sport molto faticoso e impegnativo.
 
Qual è la sua aspettativa nell’ospitare una tappa del Giro d’Italia?

La mia speranza è che, organizzando un evento come questo, i giovani si appassionino al ciclismo fin dalla tenera età, magari andando a vedere l’arrivo dei ciclisti insieme ai genitori o con gli amici.  

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