News

29 marzo 2017

LuganoInScena

Per il mese di aprile

Sa 01.04.2017 ore 20:30

Sala Teatro

COMPAGNIA CIRCA

“S”

direttore Yaron Lifschitz

luci Jason Organ

costumi Libby McDonnell

musica Kimmo Pohjonen e Samuli Kosminen

eseguita da Kronos Quartet / Kimmo Pohjonen / Samuli Kosminen

con il sostegno di Australian Government, Australia Council for the Arts, Queensland Government

Il circo contemporaneo approda al Teatro LAC: “S”, la nuova creazione dell’ensemble australiano Circa, vincitore dell’Helpmann Award, è una corsa a tutto gas verso i limiti del corpo umano. Basato sulla diciannovesima lettera dell’alfabeto inglese, “S” fonde insieme acrobazie di gruppo e emozioni intime. Il Direttore artistico Yaron Lifschitz ha creato un lavoro astratto di forza e di gioia, ispirandosi alle curve, alle simmetrie e alla pluralità, tutte caratteristiche di questa lettera. Su un flessibile e scintillante palco bianco, sette straordinari acrobati volano, si flettono e contorcono, sospesi singolarmente o in un groviglio di corpi. Acrobazie drammatiche, performance aeree atletiche e assoli potenti sono portati in scena da questo straordinario ensemble con cruda immediatezza e bellezza. “S” dei Circa sarà accompagnata dall’inebriante musica dei Kronos Quartet, creando un’autentica sinfonia di corpi.

 

Ve 07.04.2017 ore 20:30

Sala Teatro

MEDEA

drammaturgia di Elisabetta Pozzi

regia di Andrea Chiodi

con Elisabetta Pozzi

musiche Daniele D’Angelo

scene Matteo Patrucco

luci Luca Bronzo

produzione Fondazione Teatro Due

Medea è un personaggio immenso, una donna ricordata esclusivamente come infanticida: Euripide infatti la racconta come la barbara della Colchide che abbandona la sua terra, dopo aver ucciso il fratello, per seguire Giasone che ha aiutato a prendere il vello d’oro e di cui si innamora perdutamente. Con lui, una volta sposati, si trasferisce a Corinto dove darà al marito due figli. A Corinto, nel razionale mondo greco, sarà la straniera. Qui Giasone la tradirà e ripudierà suscitando in lei l’immenso odio che darà origine all’epilogo che conosciamo. Ma nelle versioni pre-euripidee del racconto la storia di Medea è radicalmente diversa, i bambini sarebbero stati lapidati dai Corinzi che la ritenevano responsabile, a causa delle sue arti magiche, della peste che aveva colpito la città. Questa è la versione adottata da Christa Wolf nel romanzo “Medea”, uno dei testi utilizzati da Elisabetta Pozzi con il suo gruppo di lavoro per giungere alla messa in scena della sua ultima “Medea”. Un’esplorazione che attraversa l’immensa letteratura dedicata a questo personaggio a partire dal primo autore che la tratta nel profondo, Euripide, fino al più contemporaneo, il tedesco Heiner Müller, passando per Apollonio Rodio, Bellini, ma anche per la cinematografia di Lars Von Trier e Pasolini. Risultato di un profondo lavoro di studio, “Medea” è un’esplorazione sulla diversità, l’alterità di una donna in una terra che non la accoglie, che non è in grado di sopportarla. Per questo, scenicamente è stato creato un luogo in cui vive un essere umano senza patria, con il suo corpo come unico rifugio e custode di una storia che piano piano viene fuori.

“Abbiamo preso per mano Medea – spiega il regista Andrea Chiodi – accogliendo innanzitutto la sua condizione di solitudine, di abbandono, di disperazione e abbiamo voluto partire insieme a lei da quel luogo per rivedere la sua storia, tutto quello che di lei è stato scritto e detto”.

 

Sa 08.04.2017 ore 20:30

Do 09.04.2017 ore 17:00

Spettacolo in abbonamento

Sala Teatro

IL BORGHESE GENTILUOMO

di Molière

regia di Armando Pugliese

con Emilio Solfrizzi, Viviana Altieri, Anita Bartolucci, Fabrizio Contri, Cristiano Dessì, Lisa Galantini,

Simone Luglio e Elisabetta Mandalari

costumi Sandra Cardini

produzione ErretiTeatro30

Come l’avaro, come il malato immaginario, come l’ipocrita Tartufo, anche questo borghese che sogna di diventare un gentiluomo è, nella cultura letteraria europea, il modello esemplare e imprescindibile del nuovo ricco, dell’arrampicatore sociale che pretende di comprare, col denaro, quei meriti e quei titoli di cui è privo.

La trama è semplice: un ricco borghese, il signor Jourdain, sogna di diventare nobile, circondato da adulatori e scrocconi, che ovviamente assecondano la sua follia, pur di ottenerne un guadagno. È circondato dal maestro di musica, di ballo, di scherma, di filosofia; ciascuno di loro ritiene e predica che la propria arte è il fondamento primo dell’esser un gentiluomo. A questi si contrappone la moglie, donna pratica e razionale, che cerca di farlo rinsavire. Ne nasce una farsa chiassosa e colorata che culminerà in una beffa finale dove il “borghese gentiluomo” sarà lasciato definitivamente solo, anche dalla moglie, nella sua folle utopia. Con il sostegno di Aziende Industriali di Lugano (AIL SA)

 

Ma 11.04.2017 ore 20:30

Me 12.04.2017 ore 20:30

Sala Teatro

KING SIZE

CHRISTOPH MARTHALER

di e regia Christoph Marthaler

con Tora Augestad, Bendix Dethleffsen, Michael Von Der Heide e Nikola Weisse

direzione musicale Bendix Dethleffsen

drammaturgia Malte Ubenauf

scene Duri Bischoff

costumi Sarah Schittek

luci Heide Vögelin Lights

produzione Theater Basel e Théâtre Vidy-Lausanne

con il sostegno di Pro Helvetia

Spettacolo in tedesco con sopratitoli in italiano

Tra le note di Schumann, Mozart, I Kinks, Wagner e dei The Jackson 5, un viaggio impertinente nella materia di cui è fatto il teatro: i sogni. Come si sogna in un letto a tre piazze? Se lo è chiesto il regista svizzero Christoph Marthaler che, nel suo nuovo lavoro, introduce lo spettatore nell’universo onirico e nella movimentata intimità di una bizzarra coppia di (quasi) insonni. Sull’enorme letto “king size” di una leziosa stanza d’albergo, i due cercano invano di addormentarsi, continuamente disturbati da sogni troppo grandi che debordano nella veglia. Viaggiando nel labirinto del cervello umano, Marthaler orchestra così una folle sfilata di personaggi: dalla signora sovrappeso che mangia spaghetti da una cartella d’ufficio, al coro di virtuosi che cantano stretti in un armadio, fino al misterioso terzo incomodo che si infila nel letto come se niente fosse. A fare da filo conduttore a questa ridda di surreali visioni, come sempre nel peculiare teatro dell’artista svizzero, è la musica, o meglio, in questo caso, le sue variazioni enarmoniche.

Per “enarmonia” – spiega Marthaler – s’intende una tecnica di composizione musicale che permette di scrivere uno stesso suono alla stessa altezza in due modi diversi, come accade per il Sol diesis e il La bemolle. I compositori degli ultimi due secoli hanno fatto un largo uso di questa tecnica, probabilmente per una ragione semplice: essa rende perfettamente l’idea dell’evoluzione e della metamorfosi. E cosa c’è di più vicino alla vita di questi concetti? Ogni rapporto umano non consiste forse in un legame enarmonico di qualche tipo? Ogni matrimonio, ogni amore segreto, ogni bacio?”.

 

Me 12.04.2017 ore 20:30

Teatro Foce

LA DONNA CHE LEGGE

di Renato Gabrielli

regia di Lorenzo Loris

con Massimiliano Speziani, Cinzia Spano e Alessia Giangiuliani

musiche Simone Spreafico

scene e costumi Lorenzo Loris

luci Alessandro Tinelli

produzione Teatro Out Off

C’è un conflitto tra sessi, che non deflagra mai veramente. C’è un conflitto generazionale, più dichiarato che vissuto. C’è voglia di fuggire, ma anche l’ipnotico richiamo casalingo di un mare che assomiglia a una palude. Si parla di soldi e ci si pensa parecchio; e le persone sono infelici. Ma questo non perché il denaro generi infelicità: al contrario, e per disperazione che ci si affanna a far soldi. Non manca, confusamente, perversamente, l’amore; ma proiettato in un altrove impossibile, o perduto. I personaggi de “La donna che legge” si cercano con passione a vicenda, sempre nel posto e nel tempo sbagliato. La partitura testuale, affidata a tre voci narranti che a tratti si identificano coi personaggi, segue lo sviluppo di questo anomalo “triangolo” amoroso fino al suo inquietante scioglimento. “La donna che legge” prende spunto dal ricordo di ambienti e persone di una citta italiana di provincia, sul mare, dall’analisi di un capitolo dell’“Ulisse” di Joyce, “Nausicaa”, e dalla lettura dello stimolante saggio di Francesca Serra “Le brave ragazze non leggono romanzi”.

 

Sa 22.04.2017 ore 20:30

Sala Teatro

BALLETT ZÜRICH

QUINTETT

balletto in tre parti

coreografie di Hans van Manen, Jacopo Godani e William Forsythe

direttore artistico Christian Spuck

 “Quintett”, programma in tre parti della più grande compagnia professionale di balletto della Svizzera, unisce il lavoro di tre generazioni di coreografi, costruendo un ponte tra il 20esimo e il 21esimo secolo. Uno dei luminari del balletto del 20esimo secolo è Hans van Manen, il quale celebrerà il suo 85esimo compleanno nel 2017. Con “Kammerballett”, creato nel 1995, il Ballett Zürich continua la sua collaborazione di lunga data con il coreografo danese: montata su un mix musicale di John Cage, Domenico Scarlatti e Kara Karayev, questa coreografia, originariamente creata per il Nederlands Dans Theater, combina freddo distacco con eleganza, e umanità con umorismo. “Quintett” di William Forsythe è considerata un’opera classica di balletto moderno. Creato nel 1993 per la moglie morente, la ballerina Tracy Kai-Maier, è senza dubbio il lavoro più personale del coreografo americano: non è solo l’epitaffio per una grande ballerina, ma è anche un omaggio alla danza e alla vita stessa. In contrappunto al ritmo della musica di Gavin Bryars, i ballerini scatenano un’energia che, inizialmente bassa, muta ben presto in una sorta di vortice, un flusso ininterrotto di duetti, assoli e terzetti che combinano la complessità con l’euforia. Il ballerino e coreografo italiano Jacopo Godani ha danzato come solista al Frankfurt Ballet sotto la direzione di William Forsythe per molti anni, e successivamente ha creato coreografie per numerose compagnie internazionali. Nel 2015 ha assunto l’eredità della Forsythe Company, continuando a dirigerla come Dresden Frankfurt Dance Company con l’intenzione di donarle una nuova identità artistica. Per la prima volta, Godani creerà una prima mondiale per il Ballett Zürich.

 

Ma 25.04.2017 ore 20:30

Me 26.04.2017 ore 20:30

Gi 27.04.2017 ore 20:30

Ve 28.04.2017 ore 20:30

Sa 29.04.2017 ore 20:30

Do 30.04.2017 ore 15:00

Sala Teatro

NOTRE DAME DE PARIS

Opera moderna in due atti tratta dall’omonimo romanzo di Victor Hugo

regia di Gilles Maheu

con Lola Ponce, Giò Di Tonno, Vittorio Matteucci, Leonardo Di Minno, Matteo Setti, Graziano

Galatone, Tania Tuccinardi e oltre 30 artisti tra ballerini, acrobati e breaker

musiche Riccardo Cocciante

liriche Luc Plamondon

versione italiana Pasquale Panella

coreografie Martino Müller

scene Christian Rätz

costumi Fred Sathal

luci Alain Lortie

suono Manu Guiot

arrangiamenti Riccardo Cocciante, Iannick Top e Serge Perathoner

prodotta da David Zard e Enzo

in collaborazione con GC Events

Al LAC uno dei musical più amati degli ultimi tempi, “Notre-Dame de Paris”.

Undici anni di programmazione senza pause, milioni di spettatori conquistati in tutto il mondo e molteplici premi vinti. L’opera musicata da Riccardo Cocciante, che da anni cura la scelta del cast degli attori, è ispirata al capolavoro di Victor Hugo. I testi per la versione italiana sono stati scritti da Pasquale Panella, uno dei più importanti autori della canzone italiana.

Il 14 marzo del 2002 andò di scena al Gran Teatro di Roma la prima di quello che sarebbe stato un successo travolgente e il musical dei record. Un’emozione senza confini che ha contagiato milioni di spettatori, un’opera probabilmente irripetibile per i suoi contenuti e melodie composte da Riccardo Cocciante. L’avventura di “Notre-Dame de Paris” è iniziata il 16 settembre 1998 al Palais des Congrès di Parigi, e fu subito trionfo. Gli addetti ai lavori l’hanno definita come una vera alchimia, che difficilmente potrà spegnersi nei prossimi anni. Uno spettacolo che ha il pregio di commuovere le persone come se fosse la prima volta, probabilmente perché, nonostante tutto, il vero amore e la passione non passano mai di moda.

Galleria+